Siamo tutti uguali!


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Siamo tutti uguali!

arachnico » Sab Nov 06, 2010 8:16 pm

Siamo tutti uguali! Questo motto ricorre spesso nei manifesti che descrivono la cultura Hacker. All'interno di The Mentor's Last Words queste parole sono usate diverse volte, sia in tono polemico ("maledetti ragazzini, sono tutti uguali") sia nel più usuale modo atto ad esprimere una certa identità tra le persone che condividono la passione per la conoscenza. Sorvolando sul tono polemico, che si spiega da solo, l'altro uso del motto cosa esprime veramente e perché è così importante nella cultura Hacker?
Forse non esiste una risposta univoca, valida per tutti, perciò mi limiterò ad esprimere una mia interpretazione che possa dare l'avvio ad un dibattito.

In primo luogo desidero estendere il concetto di uguaglianza non solo agli hackers (o ai loro simpatizzanti), ma a tutti gli esseri umani, non perché questi siano tutti uguali in senso stretto, questo sarebbe eccessivo: è evidente che così non è, ma che a un certo livello, complice il nostro modo di percepire la realtà e i nostri presupposti culturali in gran parte condivisi anche nonostante le grandi distanze geografiche, si può affermare che le stesse idee o idee simili possano esistere nelle menti di persone differenti: ad esempio si può ritenere che non sia stato un fatto stupefacente che negli anni '70 dell'ottocento due persone diverse non in contatto tra di loro abbiano avuto la medesima intuizione circa la possibilità di realizzare un apparecchio di comunicazione a distanza (il telefono, la cui paternità leghiamo a Meucci, ma due ore prima Bell aveva presentato lo stesso brevetto, benché quello di Bell non funzionasse), essi infatti convivevano in uno stesso periodo storico nel quale chiaramente erano già presenti tutti i presupposti scientifici perché tale realizzazione fosse possibile.
Un altro punto di identità tra gli uomini verte a mio avviso sugli obbiettivi che questi si pongono: l'uomo è un animale curioso nei confronti della realtà che lo circonda, non è mai sazio di conoscenza e ad ogni risposta si pone immancabilmente nuove domande, manipola e smonta la realtà circostante per comprendere come funziona e benché le persone siano dotate di interessi differenti tutti hanno un desiderio innato di capire ciò che attira la loro attenzione, che si tratti della la fisica quantistica o del calcio.
Persino nell'arte riscontriamo a volte questo nostro essere "uguali": a chi non è mai capitato di sentire una canzone e di avere come la sensazione di possedere già quella particolare sequenza di note? Eppure non l'avevamo mai sentita, ma la nostra sensibilità evidentemente non può essere tanto differente da quella del compositore.
In pratica gli uomini, essendo dotati dei medesimi cinque sensi (in realtà molti di più, ma non è questo il luogo per una simile divagazione) e di simili background culturali potenzialmente possono giungere alle medesime conclusioni e fare le stesse cose, in questo senso è lecito affermare che alla fine siamo tutti uguali.

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francois007 » Sab Nov 06, 2010 11:09 pm

Caro aracnico, è sempre piacevole leggere con molta attenzione la tua osservazione sull'hacking, sulle uguaglianze e sul "socialismo digitale"... Ma ti riporto alle parole di un complesso "molto complesso" sperando che da qui possa trarre ulteriore spunto di riflessione sulle ingiustizie profonde di questo mondo.

Non saremo mai tutti uguali, ci sarà sempre l'uomo che ha voglia di prevalere sugli altri e prevaricare i diritti dei più deboli... sarà la solita storia dell'uomo contro uomo...

"Sire che disponete di grazia e di perdono, udite il lamento di un popolo mai domo! Ma la gente che piange non piace a Vostra Altezza... quanto fastidio e noia la nostra debolezza!"

La storia è stata troppe volte scritta dalle scelte di pochi che hanno decretato la fine e la distruzione dei popoli che erano chiamati a guidare.
Il futuro spero possa veder cadere ogni frontiera, che possa veder proclamata la fine della miseria e della povertà culturale. L'abbrutimento e la perdita dei valori, nella società contemporanea, ha portato almeno due generazioni al collasso sociale e ideologico. Infondo la storia è un'alternanza di alti e bassi, di periodi di grande crescita e di decadenza (anche se oggi stiamo raschiato il fondo!!!)

Le sfide che la storia ci chiama a scrivere saranno oggi, più di ieri, dettate da cambiamenti epocali, dallo strapotere delle lobby a discapito delle masse... un mondo governato dagli oligarchi non deve esistere, sarò il primo a combattere perché ciò non accada...
La sfida che abbiamo d fronte è rappresentata da una battaglia che tira in ballo la libertà di pensiero e di espressione, non da meno la difesa della neutralità della rete delle reti. Guai a farla gestire a singoli soggetti, sarebbe la fine del progresso e dello sviluppo tecnologico (addio comunità aperte e di condivisione del sapere).

Vedi aracnico, mi rifaccio alla frase del popolo Maasai... "La terra che noi calpestiamo non ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli"... Ogni azione ha un effetto che si ripercuote nell'immediato a nostro vantaggio, ma un attimo dopo si ribella e ci sfugge di mano lasciando le negatività alle generazioni future.

Good hacking a tutti...

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arachnico » Dom Nov 07, 2010 4:51 am

Hai aperto una sanguinate parentesi che ci ricorda che, per dirla con Orwell, "tutti gli animali sono uguali - ma alcuni sono più uguali degli altri". A maggior ragione chi crede nella fondamentale giustizia dell'equità, che in questo specifico contesto dell'informatica si configura ad esempio con l'open source, abbia il dovere (ma forse sotto sotto anche il piacere) di dare "a ciascuno secondo bisogno, da ciascuno secondo possibilità", consapevole del fatto che chi si arroga il diritto di schiacciare gli altri forse vince in un primo momento, ma sarà preso in contropiede domani, proprio perché non ha titolo per primeggiare laddove egli non è diverso da quelli che vorrebbe assoggettare.

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