I computers nella letteratura


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I computers nella letteratura

arachnico » Dom Gen 10, 2010 10:44 pm

Stavo scrivendo un post molto più lungo per osservare un po' come la letteratura fantascientifica, che in molti campi ha devvero precorso i tempi (basti pensare a quel visionario di Jules Verne che dall'Ottocento ipotizzo viaggi sulla luna o il sottomarino nucleare) nel campo dei computers e dell'informatica non poteva essere più lontana dalla realtà che poi è andata delineandosi.
L'idea generale era che i computers sarebbero stati sempre meno, sempre più grandi e sempre più intelligenti (dotati a volte di intelligenza quasi più divina che umana). Ben sappiamo che invece adesso i computers sono piccoli, molti e che l'intelligenza artificiale non ha fatto poi tutti i progressi che si poteva pensare.
C'è però una nicchia piuttosto tardiva (anni '80) nella fantascienza che qualcosa circa l'epoca delle telecomunicazioni l'aveva intravista e spesso e volentieri tratta di tematiche a noi care ovvero l'hacking e la libertà di diffondere ed avere informazioni. Mi riferisco al cyberpunk il cui esponente maggiore nella letteratura è probabilmente William Gibson (o anche Bruce Sterling, che però conosco meno), che in romanzi come Neuromante o racconti come Johnny Mnemonico immaginava tempi nei quali la rete sarebbe stato quel mondo nel mondo all'interno del quale ci si sarebbe ripresi la libertà che i potenti avrebbero negato all'esterno. Quel futuro in cui l'informazione è negata è più che mai adesso e la rete a tutt'oggi è davvero l'arma con cui difenderci da chi vorrebbe lavarci il cervello e farci credere ciò che gli fa comodo.
Che ne pensate? Io amo la fantascienza (credo di averlo già scritto) e trovo interessante come solo cosi tardivamente sia riuscita a carpire quale sarebbe stato il futuro delle macchine di calcolo e soprattutto come abbia iindovinato davvero qualcosa solo giunta al suo filone più pessimista, spogliata ormai della convinzione che la scienza ci avrebbe salvati.

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Re: I computers nella letteratura

francois007 » Mar Gen 12, 2010 12:10 am

La letteratura fantascientifica, da Asimov a tutti gli altri, è stata il centro focale della scuola di pensiero dagli anni '60 in avanti della cultura hacker dapprima negli States, poi nel resto del mondo.

Tutto ciò che appariva irrealizzabile, agli inizi del ventesimo secolo, con il passare degli anni ha poi preso forma, forgiando la tecnologia e la progettualità umana in modo incline e visionario, a volte avveneristico... nulla di più saggio, o di folle, rileggere quei libri e appurare come, al giorno d'oggi, tutto o quasi è stato realizzato.

Di tutto questo ne ha tratto gran beneficio solo parte del genere umano, vuoi per mille motivi di natura politica, sociale, economica che lasciano lontani una grandissima fetta di uomini dal mondo delle nuove tecnologie, accentuando ancor di più quel digital divide di cui tanto si parla... che si potrebbe realizzare sul serio se non ci fossero davanti agli occhi esseri e individui spregevoli quali tiranni, censori e multinazionali.

La tecnologia e il suo sviluppo devono coinvolgere in maniera equa ogni uomo, tutti devono e possono contribuire a migliorare il software (non basta essere programmatori per farlo, a volte basta un consiglio, un suggerimento), a migliorare l'hardware, a renderlo longevo e non "ammortizzabile" in soli due anni... Un pc o un oggetto tecnologico dovrebbe vivere al nostro fianco almeno un quinquennio, dovremmo adottare standard aperti e allontanare le proposte commerciali favorendo solo risorse open.

Un mondo libero passa attraverso lo sviluppo e la fruizione libera e senza censura della rete... È dalla notte dei tempi che le grandi civiltà si sono espanse grazie alle vie di comunicazione, grazie al confronto con persone di ogni dove... culture diverse che si confrontavano, con grande spirito di cooperazione.

La scienza non salverà nessuno, l'uomo sarà negli anni a venire la causa dei suoi mali o la cura del suo mondo ormai sull'orlo del baratro.

Sogno una rete di stampo socialista, rivoluzionaria, aperta, anticonformista...
Un sogno che vorrei veder realizzato il prima possibile.

A presto arachnico...

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