Hacking e Filosofia


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Hacking e Filosofia

arachnico » Ven Gen 02, 2009 5:04 pm

L'Hacking viene spesso definito dai suoi rappresentanti come una vera e propria filosofia di vita, un modo di guardare al mondo e un modo di agire sul mondo. Bene in questo caso può essere oggetto costitutivo di una teoretica. Per iniziare suddividerò i temi sui quali è possibile spaziare riprendendo dalle discipline classiche della filosofia:

1) Etica: a mio avviso questo è sia il punto di partenza sia la parte più succosa, daltronde quando Socrate chiede ai suoi amici di cosa si occupano i filosofi la risposta unanime è "la Giustizia". Può riguardare una area molto ampia di argomenti, dalla condivisione della conoscenza, argomento caro ai filosofi, ai limiti reciproci tra libertà di informazione e diritto alla privacy o ancora ai limiti impsti dalla legge e dalla morale comune (una pratica quale l'ingegneria sociale per esempio oltre a situarsi molto al margine della legalità stride anche con la morale comune, secondo la quale è disdicevole mentire per conseguire uno scopo).

2) Estetica: un altro capitolo intrigante, soprattutto al quale non avevo pensato prima di imbattermi proprio in questo forum in argomenti circa l'estetica della programmazione, certamente è vero che se esistono più modi di fare una cosa non sempre ci si debba fissare sulla funzionalità, lo stile personale presuppone un giudizio estetico.

3) Epistemologia: l'atra faccia della medaglia, si mette da parte un attimo la visione dell'Hacking come arte e la si guarda come scienza: ebbene l'hacking è la scienza di... ?

4) Fisica: in questo caso direi tecnica, certo la rete straborda di manuali su questo argomento, in questa sede glisserei e andrei oltre, visto che al momento mi interessa di più del punto di vista speculativo, ma trattandosi del centro attivo dalla questione, mi pareva comunque importante inserirlo nell'elenco.

5) Logica: mettendo a confronto un manuale universitario di Logica e il manuale di Assembler che ho scaricato da qui ho notato un parallelo interessante, personalmente non amo la logica in Filosofia, soprattutto la Logica contemporanea, che è diventata una macchinosa scomposizione del linguaggio naturale, ma per i linguaggi artificiali, come lo sono i linguaggi di programmazione può assumere un valore nuovo ed importante.

6) Metafisica: questa è una questione interessante, a mio avviso da trattare più avanti: secondo ragione non dovrebbe esserci neinte di metafisico nell'Hacking: i computer, i server, i programmi, i provider sono tutte entità che di metafisico hanno ben poco, ma la persona che attua gli hack e per farlo si trasforma in un pacchetto di informazioni, tra l'altro possibilmete mistificate, che usa la programmazione come un arte e genera tanta fascinazione non è un entità che sembra superare in qualche modo il limite della sua essenza fisica? La fisica nel mondo concreto è un insieme di leggi teoricamente ineludibili, scritte dagli uomini per dare una spigazione sistematica ai fenomeni naturali, nel mondo informatico la fisica qual è? E se è possibile violare le leggi della "fisica informatica" non è metafisico ciò che si sta facendo?

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Re: Hacking e Filosofia

francois007 » Ven Gen 02, 2009 9:23 pm

La fisica non ha nulla a che fare, sotto certi aspetti, ma per altri si, con il mondo dell'hacking e dell'underground in genere... Dico per certi aspetti si, se si va a vedere un pc nella sua componentistica, ma la programmazione e l'inventiva di un hack non risiedono in una macchina, ma solo dentro se stesso.

L'hacking è una realtà, va oltre l'immaginario pensare che esistono persone che attimo dopo attimo vivono e condividono ogni loro conoscenza, facendo della scoperta tecnico-scientifica una fonte di cultura e non di lucro per pochi eletti.

Programmare è un'arte, l'arte è frutto dell'inventiva del genere umano... L'hacking non è solo filosofia, è scienza e conoscenza da divulgare a tutti, e non da rinchiudere in un cassetto.
L'hacking è l'essenza di chi si mette dietro una tastiera a pigiare sui tasti, di suonare il suo pezzo migliore... di incantare la platea e i naviganti con ogni sorta di prodigio... un assolo senza tempo, fuori dagli schemi e dalle regole.

L'hacking è la quinta essenza della saggezza... solo un cuore puro e con buone intenzione può penetrare ovunque, fin nell'animo di chi viola.
L'hacking non è pirateria, per come certa stampa e giornalisti ignoranti la definiscono... è un modo di essere, di vivere, di porsi con gli altri, di comunicare o torpiloquire con chi ci fa incazzare.

L'hacking è andare oltre il limite, e una volta raggiunto quel limite, sforzarsi per andare oltre, più del dovuto... è volare senza ali, guardare dall'alto un mondo senza tempo, a volte e fin troppo sull'orlo della rovina.

L'haching è amore e passione... non odio violento e plagio costante di certri organi di disinformazione.

La macchina perfetta è la mente di ognuno di noi... tutto parte dalle nostre meningi... e l'hacking senza un cervello e senza cuore è solo tenebre.

Noi siamo una luce... La luce di tutte le luci.


L'ultima modifica di francois007 il Sab Gen 03, 2009 2:41 pm, modificato 1 volta
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Linkin Mark » Ven Gen 02, 2009 10:36 pm

OTTIMO LAVORO RAGAZZI!!!

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arachnico » Sab Gen 03, 2009 12:13 am

Bene sono già emersi punti interessanti, mentre riordino le idee mi soffermo su questa frase che devo dire mi è piaciuta:
solo un cuore puro e con buone intenzione può penetrare ovunque, fin nell'animo di chi viola.

Riguarda senza ombra di dubbio il piano etico, ma aggiunge un punto inaspettato: spoglia la parola "violare" da qualsiasi accezione negativa, cuore puro e buone intenzioni costituiscono garanzia sufficente del fatto che l'azione sarà motivo di miglioramento, non di degenero, in mancanza di questi presupposti la cattiva intenzione può effettivamente coincidere con la mancanza di lungimiranza che non permette di "andare oltre", capire che condividere la conoscenza significa spartirsi una ricchezza che non si consuma, ma raddoppia ad ogni passaggio.

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Linkin Mark » Sab Gen 03, 2009 1:01 am

arachnico ha scritto:...spoglia la parola "violare" da qualsiasi accezione negativa...


Con quale parola vorresti sostituire "violare"?

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francois007 » Sab Gen 03, 2009 1:55 am

Per me il termine o verbo violare ha un solo significato... testare la sicurezza di un sistema o di una rete.

Nulla di filosofico in tutto quello che faccio (a parte le incazzature dei sysadmin), ma il brivido che ti scuote la schiena nel girare indisturbato dentro un'altra macchina, che sia un semplice server o sito che ospita, ti da una scarica di adrenalina che non dura solo il tempo di un respiro... va ben oltre.

Nel violare un sistema o una rete si mette in gioco strategia, perseveranza e infinita pazienza. E a cose fatte hai raggiunto il tuo scopo, mai con cattiveria, ma con la sola voglia di migliorare quello che tutti usano... un sito e i suoi contenuti, o un server e tutto ciò che contiene.

Violare un sistema è come entrare nella zona più intima di ognuno di noi... il nostro sito è parte del nostro essere, è quel biglietto da visita da mostrare agli altri. Entrare senza bussare è non solo un'azione di forza, ma è mettere a nudo le difese altrui... e con grande rammarico queste difese sono alquanto scarne e prive delle più elementari norme di sicurezza.

E' il nostro modo di essere, lontani da quelle lamerate e defacement che solo gli idioti fanno... è quello che siamo, unici nel nostro genere.

Il mondo vada pure a farsi fottere... noi restiamo al nostro posto, spettatori non silenziosi in un epoca di cambiamenti epocali.

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arachnico » Mer Gen 14, 2009 7:24 pm

Stavo per darti ragione riguardo alla tua affermazione che non ci sia nulla di filosofico in ciò che fai, in effetti nella parte successiva ti riferisci a qualcosa che ha più l'aspetto dell'agonistico (nel senso della sfida), ma poi mi è venuta in mente la prima definizione di filosofia: amore per la conoscienza, in questo senso tutte le attività in cui si cerca di andare oltre, capire sempre di più, migliorarsi e migliorare si possono definire filosofiche (in fondo tutte le principali scienze derivano dalla filosofia a cominciare da quelle matematiche con Pitagora e la sua scuola nel VI secolo a.C), sono diverse perchè hanno nel tempo costuito strumenti differenti per farlo.

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